L’amministrazione di un condominio è un compito piuttosto complesso ed è una funzione di notevole importanza nell’ambito di un edificio in cui sono presenti più unità abitative la cui proprietà è di soggetti diversi.
Genericamente parlando, quando si parla di amministrazione di condominio, si fa riferimento a tutto un insieme di attività il cui obiettivo principale è quello di garantire il rispetto delle norme condominiali, il buon funzionamento delle parti comuni e, ovviamente, la corretta ripartizione delle spese tra i condomini.
L’amministrazione condominiale è una mansione non semplice perché, come facilmente si può immaginare, comporta importanti responsabilità amministrative e organizzative e, in forza di ciò, deve essere adeguatamente retribuita.
Questo compito, di solito affidato a un amministratore di condominio, è peraltro regolamentato dal Codice Civile (in particolare dagli articoli 1129 e 1130) e anche da altre normative specifiche come per esempio la Legge 220/2012, la cosiddetta “Riforma del condominio”.
Chi si occupa dell’amministrazione del condominio?
Come già accennato, l’amministrazione condominiale è un compito di notevole complessità che peraltro è diventato ancora più gravoso dopo che sono entrati in vigore la riforma del condominio del 2012 e i vari decreti attuativi.
Data l’importanza di questa mansione, di norma essa viene attribuita a un professionista specializzato, denominato appunto “amministratore di condominio”.
Negli edifici con un numero di condomini inferiore a 9, l’amministrazione condominiale può essere svolta da uno dei proprietari, il cosiddetto “condomino facente funzioni”. Si tratta di un sistema che consente una gestione più informale, ma che richiede in ogni caso il rispetto delle norme e una corretta amministrazione delle risorse.
Tra i vari compiti dell’amministratore si possono ricordare la tenuta della contabilità del condominio, la redazione del rendiconto annuale, la riscossione delle quote dai condomini e il pagamento delle spese comuni. Inoltre, l’amministratore è responsabile della stipula dei contratti con i fornitori, dell’organizzazione delle manutenzioni e della gestione delle emergenze, come guasti o problemi strutturali.
Come si può notare, il compito non è sicuramente dei più banali.
Amministratore di condominio: sono necessari determinati requisiti?
Non tutti possono assumersi la responsabilità dell’amministrazione condominiale; il nostro ordinamento giuridico infatti prevede la presenza di determinati requisiti:
- essere in possesso dei diritti civili;
- non essere sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive;
- non avere commesso delitti contro la PA, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica e il patrimonio;
- non aver commesso altri delitti non colposi per i quali è prevista la pena della reclusione da 2 a 5 anni;
- non essere annotati nell’elenco dei protesti cambiari;
- non essere interdetti o inabilitati;
- aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
- aver frequentato un corso di formazione iniziale ed aver svolto attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.
Sono previste eccezioni per quanto riguarda gli ultimi due punti nei casi in cui sia uno dei residenti a farsi carico di questo compito.
I software per l’amministrazione condominiale
La gestione amministrativa condominiale può essere facilitata da appositi software grazie ai quali è possibile gestire in modo efficiente tutta la parte contabile e burocratica relativa all’edificio.
Si tratta di programmi che automatizzano molte operazioni come per esempio la registrazione delle varie spese, la suddivisione delle quote, le comunicazioni con i condomini, la conservazione dei vari documenti ecc.
Tra l’altro, alcuni di questi software prevedono la possibilità di operare su cloud, aumentando l’efficienza e la sicurezza.
Si tratta in definitiva di soluzioni informatiche che consentono all’amministratore di operare in modo più rapido, più efficiente e anche più sicuro minimizzando la possibilità di errori.













